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| | | Giusto oscurare le trasmissioni sportive delle tv private locali? | |
| | Autore | Messaggio |
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Juventusiasmante87 Amministratore


Numero di messaggi: 4472 Data d'iscrizione: 03.05.09 Età: 25 Località: Toritto (Provincia di Bari)
 | Oggetto: Giusto oscurare le trasmissioni sportive delle tv private locali? Gio 5 Ago 2010 - 0:49 | |
| E' notizia di questi giorni che le telecronache dalle tribune fatte da opinionisti più o meno tifosi, non si potranno più fare. «Viene vietata al licenziatario la tele audiocronaca e/o l’audiocronaca della gara, in diretta e/o differita, effettuata dallo stadio, dagli studi televisivi e/o da qualsiasi altra postazione». Questa decisione della Lega Calcio va vista con una duplice punto di vista. Da un lato tutela, giustamente chi compra un prodotto (grandi gruppi televisivi), tuttavia, dall'altra vengono penalizzati tutti coloro (i telespettatori meno abbienti) che seguivano trasmissioni regionali e che trovavano questo servizio utile e gratuito. I legali dei piccoli editori sono già in campo e parlano di «diritto di cronaca negato. Personalmente ritengo questa decisione un pò severa. In un mondo che va verso la convergenza dei mezzi e della comunicazione sempre più globale vietare a chi offre una tipologia di servizio, diverso per una fascia di pubblico molto particolare non penso sia giustissimo. Più che altro, a livello di concetto generale è sbagliato vietare ai più piccoli di lavorare e offrire un servizio che fino a qualche anno fa non esisteva, che originariamente aveva offerto anche Mediaset negli anni novanta. Chi segue quella tipologia di trasmissioni non segue la telecronaca, ma i personaggi che la descrivono in modo accorato ognuno per la propria parte. Le cronache sono a volte più che altro un riassunto. Le piccole televisioni sono un mondo che descrive una realtà che a volte le grandi televisioni evitano di raccontare. Tutti i tifosi bianconeri sanno il servizio che è stato fatto per raccontare Calciopoli e le televisioni regionali sono le uniche che hanno dato voce a personaggi minori, offrendo una visione della realtà, da tutti i punti di vista, non omettendo nulla. Ci dispiacerebbe che i più piccoli fossero oscurati, perchè riteniamo la voce dei grandi non sempre lineare e troppe volte i tifosi bianconeri non si sono visti tutelati dai più grandi, soprattutto per i fatti del 2006. Quindi, giusto rispettare chi paga un servizio a patto che questo non voglia dire far scomparire voci fuori dal coro, che però spesso raccontano una realtà molto più schietta e sincera di quella del coro stesso.
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|  | | Juventusiasmante87 Amministratore


Numero di messaggi: 4472 Data d'iscrizione: 03.05.09 Età: 25 Località: Toritto (Provincia di Bari)
 | Oggetto: Re: Giusto oscurare le trasmissioni sportive delle tv private locali? Ven 6 Ago 2010 - 14:14 | |
| Fabio Ravezzani: "Lo scandalo della vendita degli spalti!" Rispondo a quei telespettatori preoccupati per il futuro di Qsvs dopo le notizie allarmistiche dell'Ansa.
Tranquilli, cambierà qualcosa, ma il programma resterà lo stesso.
Mi spiego meglio. Un collega dell'Ansa legge il regolamento della Lega Calcio sulla nuova stagione sportiva per le tv locali e sobbalza: c'è scritto che è fatto "divieto assoluto di effettuare tele-audiocronache".
Essendo un collega poco attento (per non dire di peggio) si dimentica il dovere etico-professionale di fare un paio di verifiche (con noi o con la Lega) e sentenzia: clamoroso, da quest'anno fine dei programmi di calcio la domenica sulle tv locali.
Avesse fatto lo sforzo di informarsi prima di scrivere, avrebbe scoperto che il "divieto assoluto di effettuare tele-audiocronache" c'è sempre stato.
Quindi nessuna novità: la frase è presente nei contratti con la Lega degli ultimi lustri.
Se poi avesse seguito un po' i nostri programmi, lo sciagurato collega, si sarebbe accorto che non sono fatti di tele-audiocronache, ma che hanno la bellezza di 8 opinionisti in studio che commentano il racconto delle fasi salienti effettuato da un cronista. Dunque è un dibattito sulla partita con le fasi principali raccontate in diretta, ninet'affatto una tele-audiocronaca. Non a caso in tutti questi anni siamo andati in onda e abbiamo sempre rinnovato il contratto con la Lega Calcio.
La vera novità, invece, è che da questa stagione la Lega ci impedirà di accedere negli stadi con le nostre telecamere. Questo perché l'incompetente e petulante Giovanna Melandri ha ben pensato di varare, 3 anni orsono, un decreto legge che equipara la partita di calcio a un'opera dell'ingegno e non a un evento sportivo.
In questo caso, chessò, Milan-Inter, non viene più considerata sport ma cinema o teatro (non male per una ex ministra dello sport, vero?). Questo ha offerto il destro ai club per escludere le emittenti locali che prima avevano il diritto di cronaca, cioè di riprendere almeno gli spalti in quanto fonte di interesse colllettivo. Ora non più. Per Lega Calcio anche i tifosi sono proprietà dei club e quindi se li è letteralmente venduti.
Paradosso? Non ci credete? Invece è così. Chi paga il biglietto e va allo stadio, diventa attore della partita, al punto tale che la Lega se lo rivende alle tv che pagano per riprenderlo. Poi ci dovranno spiegare, magari, perché i biglietti costano sempre di più....
Ma non è finita. Volete restare ancor più a bocca aperta? Ascoltate: gli spalti ripresi durante le partite di campionato, sono stati acquistati dalla Rai. Sì, la Rai per la quale tutti paghiamo il canone e con una parte di esso è stata formulata un'offerta per avere l'esclusiva degli spalti tagliando fuori le emittenti locali.
Questa esclusiva, oltretutto, non verrà quasi mai esercitata, perché l'unico programma che ne fa uso è "Quelli che il calcio", che però si collega e mostra gli spalti di serie A 2 o 3 volte in tutto, ma solo la domenica pomeriggio. Quindi, cari telespettatori che mi state leggendo, una parte del vostro canone è servita a dare alla Rai l'esclusiva degli spalti di Milano, Torino, Roma eccetera, che però non verrà mai esercitata. Quindi voi pagate perché vi sia tolto un servizio che prima avevate gratis attraverso le tv locali.
Serve altro per dire che è uno scandalo? |
|  | | Juventusiasmante87 Amministratore


Numero di messaggi: 4472 Data d'iscrizione: 03.05.09 Età: 25 Località: Toritto (Provincia di Bari)
 | Oggetto: Re: Giusto oscurare le trasmissioni sportive delle tv private locali? Lun 16 Ago 2010 - 15:26 | |
| Calcio spezzatino: e se fosse indigesto? La Legge Melandri sulla vendita centralizzata dei diritti TV ha finito per partorire il calcio spezzatino: per assicurarsi la torta della serie A le tv a pagamento hanno messo sul piatto quasi 300 milioni più dell'anno precedente (900 milioni rispetto a 631), ma hanno ottenuto di poter servire le partite da venerdì a domenica sera (qualche volta anche al lunedì): così i telespettatori paganti dovrebbero aumentare e i bilanci di Sky e Mediaset non peggiorare.
A tre anni dal varo della legge proprio il calcio spezzatino sembra quindi essere decisivo per il funzionamento di un meccanismo (più risorse per tutti, le grandi che non ci rimettono e le altre che ci guadagnano, campionato più interessante) che, secondo le attese dei più, dovrebbe non solo consolidare la serie A ma fare da volano a tutto il sistema. Tanto decisivo che vale la pena riflettere se ci siano le condizioni per il suo buon funzionamento, se non ci sia il rischio che lo spezzatino risulti indigesto.
La crescita ininterrotta degli abbonati Sky s'è fermata infatti due anni fa a quota 4,7 milioni e a giugno 2010, per la prima volta, si registra una diminuzione di 56 mila rispetto all'anno precedente (fonte: Sole 24 Ore del 6 agosto); secondo i dati dell''Ufficio Studi della Lega l'audience media delle partite Sky di serie A nell'ultimo anno è diminuita di 491.555 telespettatori; sempre nell'ultima stagione Juve, Milan, Inter hanno registrato congiuntamente nell'intero campionato una media di 2,7 milioni di telespettatori, rispetto ad un totale di tutta la serie A di 7,1 milioni (un po' meno del 40% del totale).
I dati di Mediaset sono stati rilevati solo da gennaio di quest'anno e registrano picchi di 3,5 milioni in alcuni fine-settimana con Juve, Milan e Inter che arrivano, insieme, a sfiorare i 2 milioni di telespettatori nella media del girone di ritorno. Considerato che il terzo operatore dichiara oggi altri 400.000 abbonati, mentre Mediaset dovrebbe aver superato i 2 milioni si arriva quindi a queste prime conclusioni:
a) a fronte di un totale di 7-7,5 milioni di abbonati le dirette di ogni weekend sono arrivate a superare la soglia dei 10 milioni di telespettatori;
b) pur in assenza di dati ufficiali, il calo vistoso di Sky fa stimare che nell'ultima stagione la crescita della platea televisiva sia stata molto inferiore a quella dell'anno precedente e, per la prima volta, modesta;
c) le partite delle tre società più importanti totalizzano una media di 4,6 milioni, cioè meno del 40% del totale a fronte del 60-65% di quota nel bacino d'utenza assegnato loro da tutte le indagini demoscopiche (circa il 30% solo per la Juve);
d) in base ai dati dell'ultimo campionato l'Inter ha superato come audience la Juve ed è prima quanto a telespettatori sia nelle graduatorie Sky che in quelle Mediaset;
I dubbi, allora, sono due: 1) che il tifoso abbia già avuto difficoltà a digerire l'intera pietanza servita finora e, a maggior ragione, che possa averne per il nuovo spezzatino; 2) che la mancata concorrenza tra le tre grandi condizioni negativamente le potenzialità del mercato televisivo (aumentano sì i telespettatori delle partite dell'Inter ma, se si considerano tutte e tre i dati Sky dell'ultimo anno, registrano un calo di quasi il 10%).
Certo si tratta di dati grezzi e colossi dell'informazione come Sky e Mediaset dispongono di ben altre ricerche di mercato (e non solo), ma non va neanche sottovalutato che la loro offerta di 900 milioni risale a due anni fa, che intanto la situazione generale non è certo migliorata, che la crisi del calcio in tv è da tempo evidente nelle trasmissioni di calcio parlato, che adesso si rincorre il tifoso con offerte al ribasso: tutti indicatori di un mercato in via di assestamento.
Mercato in assestamento e con una sorprendente contraddizione: la nuova legge sui diritti Tv, col corollario del calcio spezzatino, avrebbe dovuto favorire le società medio-piccole ("anche la Reggina deve poter vincere il campionato", disse all'epoca il ministro Melandri), mentre i dati del mercato televisivo sembrano sottendere maggiori margini di crescita nell'insieme delle società di vertice dove però, pensando anche al contesto internazionale ed escludendo per il momento l'Inter, sono più chiari i segni di debolezza e l'esigenza di nuove risorse.
Oltre a dubbi e possibili contraddizioni segnaliamo, infine, la polemica delle radio e tv locali che intendono ricorrere contro le disposizioni che limitano a pochi minuti le loro dirette dagli stadi, di fatto vanificandole. E' interessante notare che la percentuale di tifosi che seguono le partite non sui canali a pagamento ancora nel giugno 2009 superava il 45% del totale (Indagine Stageup, riportata sul Sole 24 Ore del 21 agosto 2009) ed è lì, evidentemente, che i grandi operatori televisivi contano di trovare, salvo indigestioni, i nuovi telespettatori per quadrare con i 900 milioni investiti per il calcio spezzatino. |
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